Baffa, la birra che parla aquilano

Baffa è una birra che nasce dall’Aquila e parla aquilano: un progetto giovane, radicato nella frazione di Pile, dove due amici hanno deciso di trasformare anni di lavoro nei cantieri in un sogno fatto di malto, territorio e amicizia. La visita al birrificio permette di toccare con mano come quell’idea, oggi, sia diventata un luogo vero, fatto di fermentatori lucidi, appunti di produzione e bottiglie che portano in etichetta i simboli della città.

Una storia di cantieri, vette e malto

Giorgio e Alessio sono cresciuti tra il rumore delle betoniere e il silenzio delle montagne che abbracciano L’Aquila, abituati a costruire muri, solai, case. A un certo punto capiscono che ciò che desiderano davvero costruire non è solo cemento, ma qualcosa di più liquido e umano: un sogno condiviso, fatto di birra artigianale, passione e amicizia, che nel 2024 prende forma nel birrificio Baffa, nella zona industriale di Pile.

Perché “Baffa” è più di un nome

“Baffa” è una parola ruvida, diretta, che sa di dialetto e di panchine di quartiere: suona come una risata di pancia, come una pacca forte sulla spalla tra amici, come uno di quei termini che ti riportano subito a casa. Scegliere questo nome significa dichiarare da subito un’identità: una birra aquilana fino al midollo, che non ha paura di mostrarsi schietta, popolare, profondamente legata alle strade e alle persone della città.

Il birrificio di Pile: dove l’acqua è fredda e le idee calde

Nel capannone di Pile l’anima artigianale si vede in ogni dettaglio: tra le vasche d’acciaio brillanti e il profumo dolce del mosto in fermentazione, ogni cotta è seguita con attenzione millimetrica, annotata su schede fitte di misurazioni e controlli. L’acqua arriva limpida e gelida dal massiccio del Gran Sasso, diventando la base ideale per birre pulite e precise, mentre le ricette, molte delle quali nate in garage, tra prove, errori e brindisi, si sono trasformate in una gamma essenziale ma già molto riconoscibile.

Bellamè, la golden ale dei prati

Bellamè è la golden ale “beverina, leggera, equilibrata”, pensata per accompagnare le giornate all’aperto: nel bicchiere è dorata, luminosa, con una schiuma morbida e un profilo aromatico pulito, giocato tra cereale e note floreali delicate. È la birra da prati e chitarre, quella che immagini al centro di un picnic, o tra le mani mentre guardi la città dall’alto, con il Gran Sasso sullo sfondo e la voglia di un sorso semplice ma mai banale.

Marakella, il volto intenso di Baffa

Marakella, al contrario, è il lato intenso di Baffa: una Belgian Strong Ale abbracciante, avvolgente, decisa, che porta con sé un grado alcolico importante e una trama di profumi che spazia da frutta matura e spezie dolci a richiami di crosta di pane. È la birra delle chiacchiere lunghe, di quelle serate in cui si resta seduti sui muretti finché l’aria si fa fresca, e ogni sorso scalda quanto una storia condivisa.

Una birra che si ascolta, oltre che bersi

Le birre Baffa non nascono per essere solo bevute: vogliono essere ascoltate, perché dentro ogni etichetta c’è un pezzo di città, un tratto di strada, una panchina, un’amicizia recuperata al primo brindisi dopo troppo tempo.

L’incontro con chi ci lavora – da Giorgio Conti, ingegnere che porta metodo e rigore, ad Alessio Ciuffetelli, Antonello D’angelo, Tiziano Martinangeli e Matteo Lombardi, che tengono insieme produzione, racconto e relazione col territorio – conferma la sensazione di trovarsi davanti non solo a un birrificio, ma a un laboratorio di identità liquida.

Baffa e la nuova stagione birraria abruzzese

In un Abruzzo che sta vivendo una nuova stagione birraria, Baffa è la voce giovane e cittadina dell’Aquila: schietta, diretta, con il dialetto sulle labbra e la voglia di fare della birra un modo per costruire, ancora una volta, qualcosa insieme. Questa è la sua forza: trasformare la città, le sue ferite e le sue ripartenze in una birra che è racconto, incontro e appartenenza.

https://www.birrabaffa.it/

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